Dopo circa 16 mesi di lavoro, Dottor Group, il gruppo di San Vendemiano specializzato in restauro artistico e architettonico, sta completando il restauro dei palazzi Bidasio Zoppas che porterà a nuova vita gli immobili situati nel centro strorico di Conegliano Veneto dove sono state ricavate prestigiose abitazioni.
Sono stati infatti smontati in questi giorni i ponteggi su via XX Settembre ed i passanti possono finalmente ammirare le facciate affrescate dell’edificio che sono tornate all’antico splendore.
Il Palazzo, la cui costruzione è sicuramente antecedente al 1522, ha avuto nei secoli diversi proprietari: è passato infatti dagli originari Graziani ai Dalla Balla nel 1753; nel 1820 ai Bidasio e intorno alla metà del ‘900 e stato acquistato dagli Zoppas. “Una delle particolarità del Palazzo è rappresentata dagli intonaci affrescati risalenti a 2 momenti decorativi consecutivi, uno nel tardo 400 e uno negli anni Venti del 500”, spiegano i tecnici di Dottor Group che si sono occupati del restauro. “Questo tipo di intonaco ha dato vita a una parete palinsesto, così chiamata perché attraverso le lacune del secondo strato è possibile vedere gli affreschi del primo”.
L’impianto decorativo del primo strato pittorico di Palazzo Bidasio Zoppas, quello più antico, è organizzato in decorazioni geometriche e floreali stilizzate, prevalentemente di colore rosso, giallo, blu e verde. Il secondo si presenta invece più complesso, con un’organizzazione architettonica dello spazio dipinto con scene figurate, statue e fregi antropomorfi.
“A seguito dei numerosi interventi di ampliamento del palazzo, lo stato di conservazione degli affreschi in facciata era pessimo – aggiunge Pietro Dottor, presidente del Gruppo - tanto che negli anni si erano rese necessarie delle operazioni di ‘pronto intervento’ per evitare il distacco degli intonaci e la loro perdita.
All’inizio dei lavori di restauro, la facciata si presentava quindi ricoperta da velinature, che nella maggior parte dei casi non assolvevano più la loro funzione di ancoraggio delle aree distaccate, e soprattutto ricoperta da uno spesso strato di ossalati, dovuti all’alterazione delle sostanze organiche utilizzate per l’applicazione delle veline. Questi fattori di degrado, insieme alle numerose ed estese stuccature cementizie, all’attacco biologico in corso, alle abrasioni, alle lacune e alle fessurazioni dell’intonaco e della pellicola pittorica, nascondevano quasi del tutto la lettura delle decorazioni, rendendo difficile la distinzione tra i due diversi strati di intonaco”.
L’intervento di restauro è stato quindi volto non solo ad eliminare i pericoli di crollo degli intonaci attraverso un capillare consolidamento a iniezione, ma anche a recuperare la bellezza delle decorazioni. Il risultato finale, finalmente visibile da tutti, è stato quindi un pieno recupero della partitura decorativa e della brillantezza della tinte, che sicuramente favoriranno il lavoro dello storico dell’arte nella lettura iconografica della parete. La stuccatura delle lacune estremamente rispettosa dei vari livelli dell’intonaco e la “ricucitura” dell’immagine attraverso una leggera integrazione pittorica, improntata alla reversibilità come tutto l’intervento di restauro, consentono infine una corretta lettura e una piena godibilità della parete palinsesto nella sua ricchezza figurativa e cromatica.
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