Un progetto di restauro a basso impatto ambientale.
RAI3, Prodotto Italia:
22/05/2010 ore 11.30
Dottor Group, specializzato nel restauro artistico e architettonico, recupera un metodo di trasporto del passato per evitare un drastico impatto sull’ambiente. Un progetto che non solo permette di restaurare una Torre del 1300, ma risparmia anche un bosco.
Restaurare una Torre del 1300 visibilmente degradata situata sulle pendici del Monte Cucco, in Veneto, immersa in una fitta vegetazione: lo scorso mese di febbraio il Comune di Vittorio Veneto ha bandito una gara pubblica per l’affidamento del progetto per il recupero della Torre Urbica di Serravalle, una struttura molto degradata, in pessimo stato di conservazione tale da rendere immediato un intervento di consolidamento strutturale ed il restauro conservativo dell’apparato murario.
Ovviamente, trovandosi la Torre nel mezzo di un fitto bosco e, come tutte le torri, arroccata sulle pendici di una montagna, per realizzare il cantiere le proposte dovevano tener conto del fatto di portare materiali e maestranze sul posto, quindi la soluzione più logica sarebbe stata l’abbattimento di una parte importante delle piante ad alto fusto nel percorso da valle fino alla struttura per costruire una teleferica. E naturalmente l’assegnazione dell’appalto prevedeva di prendere in considerazione l’offerta economicamente più vantaggiosa, con un punteggio assegnato alle offerte anche in base alle proposte migliorative al progetto.
Questo l’antefatto. Pietro Dottor, titolare di Dottor Group, grande appassionato di montagna, una domenica di qualche settimana fa si trova casualmente in zona per un’escursione e, ricordandosi del bando per l’appalto, decide di raggiungere a piedi la Torre.
“Lungo il tragitto, mentre mi facevo strada fra la folta vegetazione ho cominciato a pensare che sarebbe stato un peccato sacrificare una parte di bosco così importante per costruire una teleferica che avrebbe dovuto funzionare solo per qualche mese, il tempo necessario per realizzare i lavori di consolidamento e di restauro, impattando in modo così drastico sull’ecosistema del luogo – racconta Pietro Dottor. – Raggiunta la Torre, e con la deformazione professionale che mi porta a guardare i fabbricati con l’occhio clinico del restauratore, ho fatto una prima sommaria valutazione di quello che l’intervento avrebbe comportato e poi sono ridisceso a valle con un pensiero fisso: ci sarà pure un modo per effettuare il restauro senza sacrificare il bosco”.
Per qualche giorno Pietro Dottor riflette e poi arriva l’idea: perché non provare a ipotizzare un intervento a bassissimo impatto ambientale recuperando un sistema di trasporto tradizionale che in passato era molto utilizzato dalla gente di montagna? In fondo per arrivare fino alla Torre esistono dei sentieri, sentieri che possono essere utilizzati sia dagli operai che da un sistema di trasporto “antico” ma pur sempre efficiente: il mulo.
Dottor quindi si attiva e inizia a cercare qualcuno che effettua ancora questo tipo di trasporto. Sparge la voce fra amici e conoscenti e finalmente rintraccia attraverso l’AIVAM (Associazione Italiana per la Valorizzazione dell’Asino e del Mulo) di Giaveno fondata qualche anno fa per iniziativa di un gruppo di amici amanti della montagna e della natura, dei muli che - in barba ai moderni mezzi di trasporto - vengono utilizzati per attività di trasporto di materiali edili in montagna.
Dottor Group predispone quindi il progetto per il Comune di Vittorio Veneto e si aggiudica l’appalto a pieni voti. “Ormai siamo in dirittura d’arrivo per la partenza dei lavori: il primo viaggio dei quattro muli impegnati nel cantiere sarà effettuato il 30 aprile. – Sono molto soddisfatto della soluzione che abbiamo individuato e devo dire che abbiamo ottenuto l’appoggio incondizionato di tutta la popolazione locale” conclude Pietro Dottor. Per raggiungere la Torre, i muli dovranno infatti transitare su una serie di terreni di 5 proprietari: tutti loro, pur di non tagliare gli alberi, non solo hanno dato il loro consenso per il transito ma stanno aspettando con ansia la partenza del progetto”.
I lavori di restauro della Torre Urbica saranno conclusi prima dell’autunno.
1 maggio 2010 - Il Gazzettino
Quattro mule salvano la torre
1 maggio 2010 - La Tribuna
Restauro coi muli per salvare la torre
1 maggio 2010 - Oggi Treviso
Quattro mule per il restauro di una torre del XV secolo
3 maggio 2010 - Italia Restauro
Una soluzione "antica" per evitare di abbattere un bosco
6 maggio 2010 - Panorama
Restauro a dorso di mulo